SCADENZA DELLA GRAVIDANZA: Cose che devi assolutamente sapere.

Oggi voglio parlare del concetto di “scadenza” legato alla gravidanza.

Se qualcuna di voi se l’è sentito dire almeno una volta sa benissimo di cosa sto parlando. Di quella sensazione di ansia, panico ed inadeguatezza che si prova quando la data della scadenza è alle porte e tu hai la terribile colpa di essere ancora incinta. E, più che una donna che sta diventando madre,  ti senti un vasetto di yogurt che sta per andare a male.

 E quindi parliamone. Cosa è che sta per “scadere”?

Il concetto di “scadenza” è legato a quel concetto più ufficiale ed, in teoria, meno categorico di “Data Presunta del Parto” (DPP).

La DPP è il giorno, appunto presunto, attorno al quale il bambino potrebbe nascere. Corrisponde alla  quarantesima settimana completa e, scusate se ve lo dico, di per sé è meno attendibile di una bussola smagnetizzata.

Vi spiego perché.

Molte donne sgranano gli occhi quando gli dico questa cosa: solo il 4% dei bambini nasce SPONTANEAMENTE il giorno della Data Presunta del Parto.

4%? Ma come? E quale variabilità c’è?

Una variabilità di circa 5 (CINQUE) settimane. Cioè, potrebbe nascere in una data a caso in uno dei 36 (TRENTASEI) giorni che vanno tra le 37 e le 42 settimane complete di gestazione.

Quarantadue, avete letto bene. E non è un errore di battitura.

Una gravidanza sana può durare dalle 37 alle 42 settimane complete. E va bene così.

Qualcosa in più di 9 mesi, quindi. Diciamo pure 10 mesi abbondanti.

In assenza di una reale implicazione medica, non vi è alcun RAZIONALE motivo per espletare un parto prima che la gravidanza abbia compiuto la sua naturale evoluzione.

A volte, addirittura, ci vogliono più di 42 settimane perché una gravidanza giunga al suo termine, senza che questo comporti un pericolo per mamma e bambino. Ma questa è un’altra storia…

Quanto dovrebbe durare, quindi, una gravidanza per essere normale? Tutto il tempo che serve a quel bambino per essere in grado di respirare e vivere senza problemi al di fuori dell’utero.

 Uno dei meccanismi endogeni che da il via al travaglio spontaneo, infatti, è la produzione da parte del bambino di ormoni correlati alla propria maturità polmonare. Questo vuol dire che solo da quel momento, e non un giorno prima, quel bambino sarà in grado di adattarsi alla vita extrauterina senza difficoltà. Ecco perché è una fandonia dire che è sicuro indurre il travaglio /espletare il parto dalla 37esima settimana in poi. Perché magari quel bambino lì aveva bisogno di altre 2, 3 o 5 settimane nell’utero per poter avere un adattamento fluido alla vita extrauterina.

Un capitolo a parte merita la nascita tramite taglio cesareo. E ovviamente da questa riflessione sono escluse le situazioni di emergenza salvavita, in cui certo non ci mettiamo a contare giorni e settimane.

Se stai programmando un taglio cesareo elettivo, devi sapere che questo tipo di nascita può causare maggiori difficoltà di adattamento per il neonato.

Quando un bambino nasce per via addominale NON subisce la premitura dei polmoni, che invece avviene nei parti vaginali, in cui il bambino passa attraverso il canale del parto. Tale premitura favorisce la fuoriuscita del liquido amniotico dai polmoni  del feto e promuove un buon adattamento nella transizione dalla vita subacquea (intrauterina) a quella terrena (extrauterina).

Nel caso di un taglio cesareo, specie se fatto molto velocemente e senza alcun riguardo verso l’esperienza del bambino, la presenza di liquido amniotico nei polmoni può rendere più complicato l’inizio della respirazione. A questo aggiungici anche il fatto che, magari, la data scelta ARBITRARIAMENTE dal ginecologo è decisamente troppo precoce per quello specifico bambino. Ti renderai conto da sola di quanto sia importante assumere un atteggiamento il più conservativo possibile nei confronti delle gravidanze, in modo tale da permettere ad ogni donna e bambino di potersi esprimere nel pieno delle proprie risorse.

Questa è prevenzione. Stiamo costruendo Salute.

Torniamo per un attimo alla Data Presunta del Parto. Chi la decide ed in base a quali parametri?

In primissimo luogo la DPP viene stabilita tramite un calcolo matematico che parte dalla data dell’ultima mestruazione alla quale si sommano 40 settimane complete.  

Ora, non tutte le donne hanno un ciclo della stessa lunghezza. E non tutte le donne sono sempre certe al 100% di quando hanno avuto l’ultima mestruazione. Oltre a questo aggiungerei altre diecimila variabili dovute al fatto che, secondo il parere di chi scrive, il ciclo femminile è molto più complesso di come ce lo hanno spiegato. Credo fortemente che non si può pretendere di conoscere la maturità di un ovulo solo sulla base del giorno in cui si ha avuto l’ultima mestruazione. E’ decisamente improbabile.

Per sopperire a tutti questi dubbi, ci viene in “aiuto” l’ecografia.

Il calcolo ecografico mette in relazione la DPP sulla base dell’ultima mestruazione con il CRL, ovvero la Lunghezza Cranio Sacrale dell’embrione, che sarebbe la distanza tra il cranio e l’osso sacro del vostro bimbo, per intenderci.

Una volta ottenuta la lunghezza, si capisce a che settimana corrisponde e si valuta se ridatare o meno la gravidanza. Il tutto sulla base di valori standardizzati , utilizzati indiscriminatamente sull’intera popolazione. Cioè, senza tener conto delle diecimila variabili dovute a peso, altezza, razza dei genitori, e così via.

Ora aggiungici anche il fatto che la misura ottenuta può largamente variare in base all’operatore ed alla macchina utilizzata.

Cioè ci stanno facendo una “cuore” così con ‘sta scadenza, e alla fine potrebbero pure aver torto sulla datazione della gravidanza? Esattamente si.

Ecco perché l’ecografia è solo un tassellino delle centomila valutazioni che andrebbero fatte nell’assistenza alle gravidanza. Noi ostetriche lo sappiamo bene. Specialmente chi di noi ha smesso di dar importanza solo ad un monitor ed ha deciso di osservare le donne, i bambini nelle pance e cosa ci raccontano. Analizziamo comportamenti, emozioni, stati d’animo e segni fisici per comprendere quale ormone la fa da padrone.

Ecco come si comprende l’evoluzione di una gravidanza a 360 gradi.

Perciò dai a quella data il valore che ha. E’ solo una stima generica del periodo in cui tuo figlio potrebbe nascere. Un periodo lungo, di cinque settimane. Non starci a pensare troppo che poi ti agiti e una donna agitata in travaglio ci va con difficoltà.

Serve tanta Ossitocina per far partire le contrazioni.

L’Ossitocina te la procuri facendo ciò che ti fa stare bene.

Rilassati, fai piacevoli passeggiate, fai l’amore con il tuo partner, vai in vacanza,leggi un libro che ti piace, resta in contatto con il tuo bambino. Fidati di lui.

Fidati di te.

Non sei scaduta. Sei semplicemente ancora incinta.

P.S. Il blog de Il Parto Positivo ha scritto un bellissimo articolo sulla Data Presunta del Parto e di quanta influenza abbia sulle nostre menti. Potete leggerlo qui.

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